Una vita vale meno di 2000 Euro

Ho letto come tanti la notizia che il risarcimento “funerario” che l’INAIL ha consegnato a Paola Armellini, la mamma di Matteo: il ragazzo tragicamente scomparso nel cedimento della struttura che avrebbe dovuto accogliere un concerto di Laura Pausini lo scorso marzo, è di 1936 Euro e spiccioli. Tanto vale per lo Stato Italiano la vita di un ragazzo di 32 anni, a quanto si apprende colto e preparato, ma che, come tanti giovani, faceva lavori saltuari per guadagnare qualcosa per se stesso e per la famiglia.

Mi sento colpito come cittadino italiano e come operatore del settore. La cecità dell’amministrazione di un Ente non arriva a vedere nemmeno il grottesco che esiste nell’applicazione di certe norme e di certi parametri risarcitori. La risposta è solitamete:”questo è quanto stabiliscono le norme…” e, in questo, evidenziando tutta l’ottusità e l’inadeguatezza delle norme che lo Stato, in ogni settore, al dovere costituzionale di formare, nella tutela di chi deve essere considerato il principale interlocutore dello Stato: ovvero il cittadino. Troppe volte ci si trincera dietro la protezione di norme inconciliabili, assurde, inadeguate e anche – mi si passi il termine – immorali.

Sarà giuridicamente corretta l’applicazione della legge in questo come in altri casi, ma come si può pensare di aver ottemperato al proprio dovere costituzionale quando si spedisce un assegno di meno di 2000 Euro a una madre che ha perduto il figlio. Come fa a non esserci un funzionario, una Direzione Generale, una Struttura pubblica o privata  che non si accorga dell’assurdità e dello squilibrio tra ciò che è stato tolto e cio che si ritiene adeguato come risarcimento.

Come operatore del settore e come Presidente ANAT ho fatto della sicurezza del lavoro, uno dei principali punti programmatici della mia attività, e sento tutto il peso morale di questo impegno sul quale, cari amici e colleghi, chiedo la vostra convergenza e la vostra collaborazione. Ho sempre detto fin dall’inizio del mio mandato che soltanto se riusciremo a trovare una formula di collaborazione unitaria potremo essere interlocutori validi delle Istituzioni.

Rimanere colpiti e inorriditi di fronte a certe notizie non basta. Siamo operatori del settore e dobbiamo fare di meglio e di più. Incontriamoci al più presto, contiamoci e stabiliamo una piattaforma comune di temi da affrontare e portare all’attenzione delle istituzioni.

aspetto i vostri commenti

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